Questa immagine risale ai tempi in cui potei permettermi l’acquisto di una vera macchina fotografica (Pentax MX) e finalmente giocare con le immagini. Una mia passione che grazie all’amico Alfredo,insegnate di chimica, mi iniziò anche alla magia della Camera Oscura. Insieme si usciva a caso e ci immergevamo tra la gente della nostra città, alla ricerca di emozioni. Sì, la foto per mè è raccogliere delle emozioni, quelle vere anche in posa, non precofezionate con sorrisi forzati come nelle cerimonie dove sui volti si legge:”comm’ sto venen?” Questa foto è il risultato di una escursione al Pallonetto di Santa Lucia, allora patria dei contrabbandieri di sigarette e dei motoscafi blù, una vera flottiglia nel golfo di Napoli di allora. Era difficile girare libero per il pallonetto, ero circondato da persone e bambini entusiasti, perchè erano arrivati e’ giurnalist’. Tutti volevano essere fotografati. La signora ritratta mi chiamò dal balcone: giuvinò, iamm, facitem na fotografia,
accussì esco compp’ o’ giurnal’. Qualcuno la chiamava a’ ciupullar.
Questa immagine risale ai tempi in cui potei permettermi l’acquisto di una vera macchina fotografica (Pentax MX) e finalmente giocare con le immagini. Una mia passione che grazie all’amico Alfredo,insegnate di chimica, mi iniziò anche alla magia della Camera Oscura. Insieme si usciva a caso e ci immergevamo tra la gente della nostra città, alla ricerca di emozioni. Sì, la foto per mè è raccogliere delle emozioni, quelle vere anche in posa, non precofezionate con sorrisi forzati come nelle cerimonie dove sui volti si legge:”comm’ sto venen?” Questa foto è il risultato di una escursione al Pallonetto di Santa Lucia, allora patria dei contrabbandieri di sigarette e dei motoscafi blù, una vera flottiglia nel golfo di Napoli di allora. Era difficile girare libero per il pallonetto, ero circondato da persone e bambini entusiasti, perchè erano arrivati e’ giurnalist’. Tutti volevano essere fotografati. La signora ritratta mi chiamò dal balcone: giuvinò, iamm, facitem na fotografia,
accussì esco compp’ o’ giurnal’. Qualcuno la chiamava a’ ciupullar.