Bianco Nero & Click

di Giancarlo Iorio

La luce di Asilah

La luce di Asilah

L'imbarazzo della scelta

L'imbarazzo della scelta

Nonna Lisa

Nonna Lisa

Il filo nero

Il filo nero

Le tre foto che vedete di seguito sono fotografie senza macchina fotografica.
Il titolo in inglese è un pò “posato” ma mi pare rende meglio “Alien bird” piuttosto che la sua equivoca traduzione italiana. Grazie a Lucia Rosas che prontamente ha espresso il gradimento per “Kite Burned” (Aquilone bruciato).

Kite Burned

Alien Bird

Solar Flare

Madame aux chats

Madame aux chats

Circostanze: Questa signora ha cura di questi gatti in un cimitero marocchino. La disposizione dei gatti lungo la scalinata rende gradevole la composizione.

Una luna morta piccola

Una luna morta piccola

Circostanze: Una foto fatta all’ora del tramonto che ha per protagonista una piccola luna che si rivela e non un grande sole che se ne va.
Titolo rubato a una canzone bellissima di Fabrizio De Andrè, Fiume Saint Creek. “…Sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura”.

Titolo: Cappelli
Circostanza:
Il giorno dopo essere arrivati(io, mia moglie e Raffaele) a Sidney, dopo 27 ore di aereo da Londra, ci aggiriamo storditi per il jet lag all’interno del Centro commerciale di fronte all’Hotel Hilton.
Ci siamo appena un pò ripresi perchè una barista, italiana, di San Nicola La Strada, ci ha offerto un vero caffè espresso, quando, mirabile visione, ci appare questa ragazza molto bella che indosa un cappello a cilindro “sulle 23″, parla continuamente a telefono ed è circondata solo da cappelli femminili ed elegantissime scatole per conservarli. Anche se Ascot è lontana, è un negozio che vende esclusivamente raffinatissimi cappelli femminili. Delle tre foto che ho scattato questa mi sembra la più riuscita.

Dedicata a
Ebbene si, questa Giancarlo l’ha dedicata a me, così: Vincenzo, a te che hai organizzato e orhestrato e che, in un certo senso, porti la carretta, dedico questa foto.

Omaggio a Mozart

Omaggio a Mozart

Circostanza: Una banda musicale di giovani musicisti si esibiva per soldi sulla Piazza di Salisburgo.

Flauto traverso

Flauto traverso

Zauberflote

Zauberflote

Circostanza: Nei dintorni di Budapest questa bella musicista suonava deliziosamente brani classici per flauto. L’unico problema è che si stava portando via tutti i topi della zona e si poteva inciampare. Non erano alessandrini.

Cielito lindo

Cielito lindo

El Mariaci

El Mariaci

Queste due foto sono state scattate nella stessa circostanza. Da San Diego eravamo sconfinati in Messico per una gita a Tijuana. Eravamo a pranzo in un ristorantino tipico in un posto  di mare, sulla spiaggia, quando ho voluto dare un’occhiata intorno. Ho incontrato così questo complesso musicale di robusti caballeros che camminavano stanchi sulla sabbia con l’aria di chi non aveva fatto affari. Allora in uno spagnolo maccheronico ma a quanto pare comprensibile, appreso da un mio vicino di casa che era stato venti anni in Venezuela da giovane, ho detto <Combien chieren ustedes por cantar Cielito lindo>. Quello che sembrava il capo mi ha risposto con un’aria di chi la spara grossa:< Dicianueve dollars>.
Gli ho fatto cenno di seguirmi e sono rientrato al ristorante dove i colleghi stavano gozzovigliando e loro hanno cominciato a cantare. Un’emozione indescrivibile! Una giornata che loro hanno reso indimenticabile.

Il sole dopo la pioggia

Il sole dopo la pioggia

Circostanze: Ero in macchina con mio figlio Raffaele nei pressi di Santa Maria a Vico quando dopo una pioggia molto volenta esce un sole splendido. Intuisco che si tratta di un’occasione fotografica. Mi apposto, ed ecco arivare il ragazzo sul vespino che cammina sulla strada che sembra un fiume.

Lingeries

Lingerie

Circostanze: una donna lavora ai ferri mentre aspetta che si asciughi il bucato

Buon giorno notte

Buon giorno notte

Al volo

Al volo

Durante una passeggiata nella città vecchia di Tangeri mi capita di cogliere al volo la spensierata altalena e il sorriso di un ragazzino.

 

Operai
Operai

Circostanza: In visita a una fabbrica di ceramiche di Fes scopriamo che alcuni bambini, sì bambini, sono chiusi in una stanza completamente buia dove procedono a una fase della lavorazione della materia prima che si fa senza luce. Li fanno uscire io li fotografo, con molto imbarazzo poi regalo loro delle monete, ma mentre stiamo andando via, attraverso i cancelli che si stanno chiudendo, vedo il loro aguzzino che requisisce tutto quello che abbiamo regalato. Non è un romanzo di Dickens è pura verità.

Glasnost

Glasnost

Circostanza: durante un soggiorno all’Hotel San Pietro di Palinuro, ho notato che il vetro usato per apportare una modifica alla piscina produceva un effetto ottico molto interessante. Il vetro è trasparente e il titolo della foto indica questa qualità del vetro che Gorbaciov elesse come motto del cambiamento. Non guasterebbe se diventasse un motto anche per i nostri politici

Tod

Tod

Circostanza: Stavo visitando la piazza principale di Salisburgo, quando la mia attenzione fu attratta da questa statua: un mantello con niente dentro. Ciò che mi colpì più della statua fu l’enorme curiosità che suscitava, anche nei bambini e nei ragazzi: chi girava intorno a cercare una spiegazione, chi sbirciava dentro e chi si fermava a leggere “le indicazioni” sul piedistallo. Uno psicanalista avrebbe commentato: “Tipico esempio di rimozione”. Beh, ammettiamolo la misteriosa Signora non è certo facile da accettare e da capire.

Coiffure

A questo simpatico signore in primo piano le rughe son venute per aspettare il suo turno dal barbiere.

Guglie

Un venditore di strani cappelli a punta si gira proprio mentre fotografo il cielo di Praga. Il suo cappello richiama le numerose guglie visibili nella foto.

Ghost

Piazza Navona , un mimo di strada, androgino,ammalia la folla, in questo fotogramma sembra sospeso nell'aria e assomiglia a un fantasma.

Rughe Again

Rughe Again

Anche questa foto avrebbe potuto intitolarsi Rughe.

Circostanza: dopo una violenta pioggia in un sobborgo nei pressi di S. Maria a Vico (CE)

Rughe

Rughe

Sulla piazza di Marrakesch un anziano signore, con l’allure di un profeta, compare all’improvviso e minaccia di eclissarsi prima che io fermi il suo volto. Questa è l’unica foto stampabile di una serie scattata con lo zoom 80-200.

The Maid of the myst (Missis Montgolfier)

The Maid of the myst (Missis Montgolfier)

Durante una gita da Toronto alle cascate del Niagara mi accorgo di questa signora un pò florida mentre il vento gonfia il suo impermeabile.

Lei sorride divertita mentre il marito sembra un pò contrariato.

Guinness (Riserendipity)

Guinness (Riserendipity)

Siamo nel cuore di Dublino. Siamo appena usciti, mia moglie ed io, da un bellissimo e tipicissimo pub. Sono lì a guardare la vetrina da fuori perchè sento che è una situazione “serendipitosa”. Sono pronto a cogliere l’istante se qualcosa di speciale succede. Ed ecco che un signore dublinese all’interno del pub capisce tutto e mi fa un brindisi con la sua pinta di Guinness agli sgoccioli.

Evento di poco conto rispetto a una scoperta scientifica, ma fotograficamente è “The spirit of the town”. N’est pas?

L'amico ritrovato

L'amico ritrovato

Altra foto scattata a Morrone. Come vedete subito dopo una bellissima nevicata le occasioni fotografiche si moltiplicano.

Serendipity

Trinciato forte (Serendipity)

Mi sto spezzuliann Enakapata. La serendipity riguarda molto anche certe fotografie. Se è vero che serendipity significa andare nel pagliaio per trovare l’ago e trovarci la figlia del fattore, nella foto “Trinciato forte” io ero entrato attratto dalla enorme fotogenia della casa. Avevo piazzato sul treppiede la mia prima macchina, una Pentax Super A con un 28 mm economico ma dall’ottimo rapporto prezzo qualità, e stavo fotografando l’ambiente, quando il padrone di casa decide di arrotolarsi una sigaretta e di accendersela. Fotografare un istante “decisivo” come questo è serendipity, anche se a Napoli direbbero che è mazzo.

Balance (Nicolina)

Balance (Nicolina)

Foto ambientata nel centro storico di Morrone del Sannio (CB).

Ritrae zia Nicolina 80enne sul balcone della sua dirimpettaia. Come lasciava presagire il dislivello di lì a qulche anno il balcone sarebbe crollato con tutta la casa. Zia Nicolina, attualmente 93enne, invece sta bene. Ieri mi ha fatto i cavatelli.

Il cielo di Allah

Il cielo di Allah

In visita alla moschea di Casablanca. La piazza sembrava fotograficamente interessante, ma mancava l’elemento umano, per me importantissimo. Ed ecco che questa figura improvvisamente decide di attraversare la piazza ed io lo colgo mentre sta “uscendo” dall’inquadratura, con il mio supergrandangolare Zeiss 18 mm. Laboriosa la stampa in camera oscura soprattutto per conferire un alone di luce alla torre. E’ una delle foto che ha avuto più consensi. L’ho stampata decine di volte ma solo 5 o 6 copie sono riuscite.

Devozione Devozione

Lux

Lux

Jesce Sole by Giancarlo Iorio

Jesce Sole

House Tree and Sky by Giancarlo Iorio

Partenza per le Isole

35 risposte a Bianco Nero & Click

  1. Sgranare queste foto è come entrare in un mondo a parte e sentirlo proprio.
    Il filo nero, la scalinata con i gatti, la luna piccola morta, il sole dopo la pioggia, lingerie, il mimo di strada e tanti altri rappresentano per me titoli evocativi di ricordi lontani e sepolti ma pronti a riaffiorare prepotentemente davanti alla forza di queste splendide immagini.
    “Cappelli” in particolare mi ha fatto tornare in mente che da bambina “di altri tempi” amavo disegnare una vetrina di cappelli, di ogni foggia e colore, proprio come nella foto.

    • E’ un commento molto gradito quello di Grazia, perchè mi parla di emozioni, di ricordi lontani, perfino dei suoi sogni di bambina.
      Non si può chiedere più di questo a chi guarda le tue foto.E’davvero una generosa ricompensa.
      Grazie

  2. meravigliosa quest’ultima serie!!!! (come le altre del resto!)
    ma questa “alien bird” mi rapisce totalmente… proprio mi ci perdo dentro. Complimenti Giancarlo, guardi il mondo da una prospettiva tutta tua… stupendo!

  3. beh, io ho già espresso la mia ammirazione per queste ultime foto. Come inventare un mondo magico e completamente inedito… sono stupefatta! ;-)

  4. Grazie Lina, grazie toto corde.
    Ogni primo venerdì del mese riguardo e rileggo tutti i lusinghieri commenti alle mie foto.
    Questa lettura è molto piacevole, rinforza l’IO, attenua il rigore del SUPER-IO e “modula” l’ES.
    Sto pensando di passare da una lettura mensile a una lettura settimanale.
    Grazie a tutte/i voi soprattutto per i soldi risparmiati in psicanalisi!!
    Giancarlo

    • esprimersi attraverso le più molteplici forme d’arte è il modo migliore per curare e prevenire ogni male, esprimere al meglio se stessi, il proprio io, ma soprattutto il proprio mondo interiore… è questo che cerco in una foto mentre la osservo, il “dentro”, ed è esattamente questo che “metto” io stessa quando scatto una foto. Poi il bianco e nero, aiuta ad esprimersi al top(modesto parere di una dilettante e amatoriale fotografa!!.

      • Vieni fuori, mandaci le tue foto.
        Dovresti sapere che gli appassionati cultori della fotografia sono affamati/assetati di nuove immagini. Aspettiamo con ansia
        Giancarlo

  5. splendide le due foto viste in sequenza. I piccoli volti tragici, segnati da una serietà inconsapevolmente adulta, e la grazie piena di volante energia dell’altro bimbo. Le avevo già viste sul tuo profilo, e ora sono contenta che siano qui.

  6. Il commento di Carla è molto gratificante visto che lei fa delle foto stupende.
    Le dico un grazie davvero sentito. Carla, i tuoi paesaggi sono mozzafiato, così come i campi lunghi di “Ritorno in Lucania” e i bassi-tuba che s’infilano in un vicolo che sembra così piccolo da non poterli contenere. I ritratti”candid” i paesaggi di Lerici e tutto il resto fanno della tua opera l’opera di una fotografa completa e geniale.

  7. Belle, intense, piene. Grondano vita, urlano senza parlare. Raccontano una poesia arcaica che mi ha sorpreso e commosso. Bravo, giancarlo, e grazie.

  8. Da amica degli animali, la mia preferita è “l’amico ritrovato”, ma sono tutte meravigliose!
    Caro Matteo, sto pensando seriamente di avvicinarmi alla fotografia! :)
    Complimentoni!

  9. Marzia Cutore su Facebook
    Tra le mie preferite; la preferita nei momenti meditabondi. Direi, però, che la foto va ben oltre la statua, sia pur originale ed efficace immagine della morte: c’è anche la relazione con chi vive. Ma Giancarlo sa cogliere l’attimo, si sa!
    8 ottobre ore 10.02

  10. Maria Paraggio su facebook
    8 ottobre ore 10.00

    La foto rende pienamente ciò che era nella mente dello scultore, quando ha realizzato la sua opera. La preponderanza dei toni cupi su quelli chiari ci immette immediatamente nello sconcerto dei visitatori e ci dice subito che quella è l’immagine della morte, forse ancor prima che se avessimo visto di persona la statua. Bravissimo Giancarlo, bravissimo artista dei sentimenti dell’animo fatti foto.

  11. le rugosità mi piacciono…eccome.!!!.ogni segno imprime una scia dell’anima gioiosa o dolorante sorprendente o oscurante è sempre un evento da accogliere !

  12. Ma poi perchè capitano tutte a Vincenzo? Verde d’invidia…..ti hanno regalato un altro tesoro!
    Giancarlo: immagini che lasciano senza parole ma che scatenano tempeste d’emozioni. Grande!

  13. -Trinciato forte-
    Quanti ricordi in questa foto….
    Giancarlo, è davvero un piacere per il cuore guardare e vivere queste foto :))))

  14. LUX per quel gioco di contrasto. è un ricamo. è stata colpo di fulmine.
    SENZA TITOLO e aggiungerei tempo. ha una storia.

  15. La mia preferita tra queste è la prima “House Tree and Sky”…….wowwwww…..chissà dove si trova quel posto….chi mi svela l’arcano???

  16. Vista la cinefilia di Adriano, vorrei ringraziarvi citando un film napoletano, con tematiche napoletane, con attori napoletani e ambientato naturalmente a Napoli, flm in uno splendido bianco e nero. Sono sicuro che a volo capirete chii recita questa battuta “”
    Vi sono davvero grato per le vostre parole, solo che così non la finisco più…

  17. Giancarlo, non sono sono belle.hanno un’anima che parla di vita intensa, intessuta di fili e colori e ardori e quelle nuvole testimoniano il tumulto!
    Quella partenza per le isole… mi fa pensare ad un’attesa più grande, verso l’ignoto delle Americhe. La prima volta che ho visto Napoli, anzi il porto, una nave enorme portava via due zii, fratelli si mamma verso lo sconosciuto Uruguay.

    Quella casa, invece entra nei miei ricordi più teneri. la casa colonica dei nonni.. la qiuete dopo la tempesta, un fascino ricorrente!

    E che incanto quella voce e sole, quel richiamo gridato, sperato, atteso!

    Grazie!

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