5 marzo 2010
INDOVINA CHI VIENE A CENA
Ore 22.15. Squilla il telefono.
“Uè Lucariè sono Renato. Naoko domani sera vuole fare una cena giapponese e ha deciso di fare il sushi, sai per caso dove posso trovare gli ingredienti?”.
Seguono istruzioni su negozi e mercanzie.
“Ma sei sicuro che trovo tutto? Anche il wasabi? E per il pesce? Naoko dice che da lei trova i filetti già pronti”.
Seguono spiegazioni sulle sostanziali differenze tra lo Tsukiji market di Tokyo e il mercatino rionale della Pigna Secca a Napoli.
“Ci servono tonno e salmone se li trovo interi puoi venire a tagliarli? Portati i coltelli che i tuoi sono sicuramente meglio dei nostri. Ah naturalmente sei invitato a cena. A domani”.
Alcune precisazioni.
Renato è uno dei miei migliori amici. Ciò è anche dovuto al fatto che ha un approccio molto “originale” verso le cose totalmente diverso dal mio.
Naoko invece è una ragazza simpaticissima di Tokyo che studia in Germania ospite di Renato per una settimana.
La cena è andata benissimo, abbiamo fatto una quantità incredibile di sushi che è stato offerto anche ai vicini di casa. Hanno apprezzato nonostante la grande differenza tra la più familiare zuppa di cozze. Abbiamo chiuso in bellezza con un babbà molto apprezzato dall’ospite d’oltre oceano.
Curiosità.
Naoko ha voluto sapere in modo dettagliato qual’era l’uso dello sciroppo al rhum uscito dalla confezione del babbà.
Grazie alle differenti conoscenze linguistiche dei partecipanti alla cena si è parlato in: giapponese, inglese, tedesco, italiano e ovviamente in napoletano (più multiculturale di così).
Renato ha “costretto” Naoko a scrivere un haiku su napoli, cosa che lei, da buona giapponese, ha preso molto sul serio impiegandoci quasi mezz’ora.
Il divertimento di Naoko nel chiamare il padre di Renato, Domenico, col suo diminutivo Mimì (in giapponese significa orecchio).
Molti di voi si staranno chiedendo: “Ha visto fare il sushi da una giapponese adesso darà la ricetta?” … Ma come dice il saggio: “questa è un’altra storia”.

Trovo meravigliosa la descrizione del sushi fatto a Napoli.
Non sono mai stato in Giappone, ma in un ristorante di Sidney ho mangiato dell’ottimo sashimi con delle salse meravigliose tra cui il rafano grattugiato (Wasabia Japonica).
Il suo particolare tipo di “piccantezza” si avverte alla radice del naso, sull’etmoide, e dà il panico per i primi cinque secondi e poi, subito dopo lo rivuoi, perchè ormai sei già dipendente. Il wasabi è l’unica droga che ho usato in vita mia. Dopo 10 minuti ridevamo come matti e abbiamo riso per ore.
La ricetta del sushi la voglio anche io! Anche se ammetto che fino ad ora non ho trovato il coraggio di assaggiare il pesce crudo, mi fa una certa impressione… ma supererò la diffidenza!
No, no, no e poi no!!!! Luca questo non si fa!!!!
Prima mi fa morire dalla curiosità e poi non allega la ricetta originale del sushi???
Beh, questo costringerà Luca a cucinare il sushi, come ha visto fare da Naoko, e invitare tutti noi alla cena….hahahahahha…..
(io, dal mio canto, sono alla ricerca disperata di un Bento con le decorazioni dei fiori di sakura)….