L’estate é ‘na capata. Scusate Enakapata. Quando arriva.

by Matteo Arfanotti

by Matteo Arfanotti

Dite che il post lo potevo intitolare “E la chiamano estate”? Mmmh, troppo presto per essere così pessimisti. “Settembre poi verrà ma senza sole”? Peggio che andar di notte.
No, no, direi che il titolo mi piace, l’estate ancora no, anche se confido sulla possibilità di cancellare presto l’ancora. E poi questo titolo qua mi da l’occasione di ricordarvi che se non avete ancora comprato e letto Enakapata quessto è il momento giusto per farlo. E che se anche lo avete comprato e letto potete sempre comprarlo e regalarlo.
State già tremando al solo pensiero che possa ricominciare ad assillarvi come con Natale Enakapata? Tranquilli. Ho cambiato strategia di marketing, ho adottato il modello “Dicette ‘o pappice vicino ‘a noce  damme ‘o tiempo ca te spertose”. Dite che facevo così anche prima? Ma no, siete voi che siete prevenuti. Se volevo fare come a Natale lanciavo la campagna Enakapata al Mare. Enakapata al Mare. Bello. Dite che quasi quasi ….

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17 thoughts on “L’estate é ‘na capata. Scusate Enakapata. Quando arriva.

  1. Sarà l’ effervescenza che mi arriva da tante idee brulicanti vitalità , sarà il richiamo di quell’ assolato paesetto marino che mi aspetta… ma sento aria d’estate “dintra ‘a capa” ed incomincio ad essere pericolosamente sognatrice.
    Ed allora si gioca ? Questa volta siete coinvolti tutti lettori di Enakapata, propongo una declamazione , un duetto in ogni luogo di vacanza..una recita a puntate sotto l’ombrellone… nelle piazzette… sui tavolini di un bar… dal barbiere…. al mercato… in treno.. in metrò… in pizzeria… mentre si fa la fila … sarebbe come portare i due Moretti a spasso co ‘nu filo e voce!
    Proviamo?

  2. E’ partit! Pè nà ricerca, o Giappon se nè ite. Quann all’intrasatt, na ‘ntrunat sott a nà scalinat l’ha fatt parturì EnaKapata.
    Nà bona cosa è stata e parecchia gent se lo sò accattate. Mò ca a stagione è arrivat, n’copp a spiagg, nu poc abbronzat, pubblicizzat e liggitivell nata ‘vot EnaKapat.

  3. Sono i desideri che muovono la mia vita. Guai se non ne avessi sempre uno bello pronto da tirare fuori…e voi ora direte: e che c’azzecca?…
    “c’azzecca, c’azzecca”…

    desidero….desidero….desidero…..leggere Enakapata tutto in una serata, bella spaparanzata in veranda, a sorseggiare la mia limonata ghiacciata….

    ecco l’ho detto, ergo non l’ho farò….se lo dovessi fare il mio desiderio svanirebbe e come potrei campare oltre?!?!?!?

    facciamo così…continuo a regalarne copie, poi quando gli autori scriveranno il seguito leggerò il primo. In questo modo esaudendo il primo desiderio avrò sempre un secondo pronto lì a darmi sostegno ;)))))

  4. In quest’estate ritardata, a crisi e tanta pensier pa’ capa,
    accattateve Enakapata e aggarbateve a jurnata
    (Oh no!!!)(è colpa e’ Viviana, é colpa e’ Viviana)

  5. E’ estate!
    Se hai voglia di natura…125
    Se hai voglia di andare lontano…62
    Se hai voglia di sentirti uno scolaretto…74
    Se hai voglia di favole…65
    Se hai voglia di insoliti assaggi..125
    Se hai voglia di pioggia di fiori…181
    Se hai voglia di un tuffo nel passato…26
    Se hai voglia di sentirti una rockstar…133
    Se hai voglia di sapori di casa…148
    Se hai voglia di stupirti…147
    Se hai voglia di nuove scoperte…32
    Se hai voglia di tutto questo e di tanto altro apri, sfoglia, leggi, accarezza le pagine di Enakapata!

  6. Ci sono libri che si posseggono da vent’anni senza leggerli, che si tengono sempre vicini, che uno si porta con sé di città in città, di paese in paese, imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto, e forse li sfogliamo al momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola frase. Poi, dopo vent’anni, viene un momento in cui d’improvviso, quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di leggere uno di questi libri d’un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione. Ora sappiamo perché lo abbiamo trattato con tante cerimonie. Doveva stare a lungo vicino a noi; doveva viaggiare; doveva occupare posto; doveva essere un peso; e adesso ha raggiunto lo scopo del suo viaggio, adesso si svela, adesso illumina i vent’anni trascorsi in cui è vissuto, muto, con noi. Non potrebbe dire tanto se per tutto quel tempo non fosse rimasto muto, e solo un idiota si azzarderebbe a credere che dentro ci siano state sempre le medesime cose.
    Elias Canetti, La provincia dell’uomo, pagina 42

    • Ci sono cose che quando le leggi sembrano scritte da te o per te, tanto ti sono affini, tanto ti appartengono, tanto ti sono intime. Io ne ho molti di amici di carta silenziosi, muti, ma sempre presenti, sempre a me vicini. Ogni tanto qualcuno lo sposto, dalla libreria al ripiano vicino al letto, e a volte viaggiano con me. Mai letti, al più sfogliati, ripassando ogni tanto le pagine sotto le narici per gustarne l’odore proprio della stampa tipografica. (Chissà quanti come me comprano i libri anche con il naso?) Mai letti, ma mai dimenticati, fissi nella memoria, loro pazienti e pronti, in attesa che il tempo giunga, ed io so che giungerà. E come dice Elias Canetti diranno molto di più quando il tempo sarà giunto

  7. Ormai molti tra i miei amici sono convinti che con Vincenzo siamo parenti!!!!
    Il bello è che ho coinvolto anche una mia amica storica, che parla di Enakapata, anche lei , in modo appassionato e con una certa rabbia, è un medico e lo stato della ricerca la fa molto arrabbiare….
    Insomma uno strano caso di “parenti ” acquisiti …….
    La verità è che questo libro è davvero coinvolgente, oltre che delizioso da leggere!!

  8. Io ho un incubo ricorrente: l’estate del 2003. Temperature sulla soglia dei 40 gradi. Prolungati periodi di ondate di caldo, tre settimane per volta, umidità quasi al 100%, sembrava di essere in un pentolone in ebollizione. E allora, sapete che cosa vi dico? Che questa estate effetto glaciazione a me piace, che i 24 gradi che ci sono in questo preciso momento mi fanno davvero piacere: né ventilatore né condizionatore, nessuna goccia di sudore che mi scivola lungo la fronte, nessuna fastidiosa zanzara a ronzarmi intorno con il suo suono di vuvuzela. In momenti come questi, belli tranquilli, belli freschi, belli rilassati, che cosa si può fare? Ma naturalmente leggere un bel libro. E che libro leggere? Io un consiglio ce l’avrei: Enakapata.

    PS Vincenzo, i soldi me li sganci poi sottobanco…

  9. Haha sono sicura che per l’ EnakapataMarketing c’è a disposizione un gruppo di noi studenti, freschi freschi di marketing operativo e stategico, pronto a soddisfare tutte le sue richieste.
    Scherzi a parte proprio in questo secondo,manco a farlo apposta, è arrivato il corriere con un pacco di libri che avevo ordinato con mio padre..e indovini quale libro c’è? IL SUOO!! :D
    Per quanto riguarda l’estate/inverno di questi giorni direi che stiamo sperimentando tutte le possibili combinazioni climatiche che possano esistere:caldo afoso,caldo con venticello,freddo,freddo con pioggia..
    Adesso siamo in modalità freddo con pioggia;e che cosa si fa quando si sta a casa perchè fuori piove? SI LEGGE!! E indovinate quale libro il professore vuole consigliarvi?? :D

  10. Concordo, è un buon momento per leggere Enakapata sotto l’ombrellone, quello per la pioggia chiaramente, ma sono solo dettagli… ;-PPP
    Ovunque siate in questa estate “pezzotta” (finta, per i non partenopei), fatevi un regalo e leggete enakapata, il sole tornerà :-)

    • Eccomi, eccomi non sia mai che mi perdo l’occasione di spillare na cosa e sold. Leggetelo Enakapat perchè è tropp bell. Io per il momento vado sulla fiducia per chè…ehm…dunque…insomma non l’ho ancora letto. Credetemi ho i miei buoni motivi, è proprio una cosa voluta, ma prima o poi…

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